domenica 7 settembre 2014

recensione:"CITTÀ DI CARTA", di John Green

Salve a tutti ragazzi!
Mi scuso per l'assenza di post in questi giorni, ma la mia connessione internet mi odia, quindi non posso far altro se non scusarmi e pubblicare una nuova recensione!
Oggi vi lascio quella di "Città di Carta" di John Green (che ormai è uno dei miei scrittori preferiti!). Ora devo assolutamente leggere "Will ti presento Will".



TITOLO: Città di Carta
CASA EDITRICE: Rizzoli
TRAMA:
 Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.



Entravo in libreria, lo guardavo, poi passavo ad altri libri dicendomi "per il momento proviamo a leggere altro" e infine uscivo a mani vuote dalla libreria. E il giorno dopo tornavo. Alla fine non ho resistito e me lo sono portata a casa!
La storia raccontata nel libro "Città di Carta" parla di Quentin (personaggio principale e narratore della storia), diciottenne alle prese con l'avvicinarsi del giorno del diploma. Quentin è inoltre perdutamente cotto di Margo Roth Spiegelman: la sua sexy e coetanea vicina di casa amante dei misteri. Bisogna però sapere una cosa: Quentin e Margo condividono un brutto ricordo, ovvero il ritrovamento del cadavere di un suicida nel parco vicino alle loro case. Dopo quell'evento, le vite dei due ragazzi sembrano separarsi: Quentin frequenta i ragazzi della banda della scuola (anche se lui non fa parte della banda), mentre Margo esce con la gente più popolare della scuola. Sembra che Quentin non possa far altro se non continuare a guardare da lontano la ragazza dei suoi sogni, fino a quando Margo non compare alla finestra del ragazzo per trascinarlo in un a pazza e al contempo strabiliante avventura della durata di una notte, tra vendette e violazioni. Quentin spera finalmente di aver riavvicinato Margo, ma proprio il giorno dopo Margo scompare misteriosamente, lasciandosi dietro solo alcuni indizi. E toccherà a Quentin ritrovarla.
Il libro è davvero molto bello, forse quello che mi si avvicina di più tra le storie di John Green. Mi sono davvero ritrovata nel personaggio di Margo e, come sempre nei romanzi di Green, i personaggi appaiono così ben delineati da sembrare persone vere.
Diciamo che se devo fare un confronto tra le "protagoniste" femminili dei romanzi di John Green, direi che Margo assomiglia ad Alaska: sexy, ribelle, furba (anche se Alaska è decisamente più fuori di testa e lunatica). Quentin dal canto suo è un ragazzo equilibrato, cresciuto da due psicoterapeuti, che fa ridere e fa pensare. Altri personaggi del racconto sono Ben e Radar, i migliori amici di Quentin. Mi sono piaciute le avventure, i dialoghi, le descrizioni e i personaggi, con il solito finale alla Green. Ho amato il discorso di Margo sulle città di carta e ho anche adorato il fatto che Green le abbia attribuito la particolarità di scrivere mettendo le maiuscole a caso.
Un filo sottile di mistero avvolge il libro e lo rende incredibilmente imprevedibile: non sai cosa possa essere accaduto a Margo fino alla fine del romanzo.
Che altro posso dire? Leggete questo libro se amate i misteri come Margo, leggete questo libro se avete bisogno di ridere e di innamorarvi un po', leggete questo libro se amate John Green come lo amo io.

Per fare un esempio, la Germania ha storicamente avuto più nemici del Lussemburgo. Margo Roth Spiegelman era la Germania. E la Gran Bretagna. E gli Stati Uniti. E la Russia zarista. Quanto a me, io sono il Lussemburgo. Me ne sto lì ad allevare pecore e intonare canzoni tirolesi.
             da "Città di Carta", di John Green

- Mangialibri


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