Recensione | Deathdate, di Lance Rubin



Salve gente!
E' più di una settimana che non pubblico nulla, ma questi giorno sono strapiena di cose da fare e non so più dovve sbattere la testa.. A parte questo, oggi la prima recensione dell'anno che non è quella di Il Circo della Notte (come io, me, povera stolta) avevo fatto intendere, ma quella di Deathdate!


Deathdate
Lance Rubin
DeAgostini
14,90 euro

Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo in cui tutti conoscono la data precisa della propria morte? Un mondo in cui nessuno ha più niente da vincere o da perdere? Questo è il mondo di Denton Little, diciassette anni e un’unica certezza. Morirà la notte del ballo scolastico. La sua vita è sempre stata piuttosto normale, ma - ora che mancano solo due giorni alla fine - Denton sente di non avere più tempo da sprecare. In meno di quarantotto ore vuole collezionare più esperienze possibili, come la prima sbronza o la prima volta. Ma le cose si complicano quando Denton incontra uno strano tizio che dice di avere un messaggio da parte della madre, morta ormai da molti anni. All’improvviso le ultime ore di Denton si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità, e forse di una via di uscita.





Se fosse possibile conoscere la propria data di morte, come passereste i vostri ultimi giorni? 
Nel mondo di Denton Little, diciassettenne americano del New Jersey, conoscere la data di morte non è solo possibile: è obbligatorio. Denton è sempre stato al corrente di dover morire a diciassette anni, proprio il giorno del ballo del diploma, ma nonostante questo non ha mai voluto che la sua vita fosse sregolata: ha
sempre cercato di vivere nella più completa normalità, ha una ragazza da sette mesi (Taryn) e un migliore amico un pò particolare (Paolo) e vorrebbe solo trascorrere il poco tempo che gli è rimasto in pace e tranquillità, come ha sempre creduto che sarebbe stato. Invece questo non è possibile e già al suo risveglio nel suo ultimo giorno di vita effettiva tutto sembra strano. Al suo funerale-che è una festa in onore del futuro defunto (?) - si presenta un uomo che dice di aver conosciuto la sua vera madre, morta nel darlo alla luce. Da quel momento in poi Denton cercherà, nel poco tempo rimastogli di cercare di scoprire cosa c'è davvero dietro alla sua vita e perchè tutta quella serie di strane coincidenze stanno accadendo. 

Il libro di Lance Rubin riesce a scherzare su una cosa seria come la morte, riuscendoci alla grande. Penso che il punto di forza di questo libro, oltre che la quantità astronomica di colpi di scena (tutti accadono in appena due giorni. due. giorni.) sono i personaggi, che io ho trovato davvero belli e ben caratterizzati. Denton, Veronica, Raquel, Paolo- questo pesonaggio è qualcosa di assurdo, mi ricorda un pò Hassan di Teorema Catherine, fa morire dalle risate- Mr. Little e via dicendo. Mi sono piaciuti tutti (a parte qualche antipatia, ma diciamocelo, ci può stare benissimo). 
"Deathdate" non è un libro pesante, anzi, si legge con molta facilità e si rimane incollati alle sue pagine dalla prima all'ultima. Essendo questo il primo libro di una trilogia e dato che è finito con un colpo di scena che non è pazzesco, di più sono davvero curiosa di scoprire come saranno i prossimi libri! 


 Voto : 3,5/5
                                


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6 commenti

  1. Devo decisamente leggerlo, si *-*

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  2. A prima vista, lo ammetto, mi sembra banale. Ma amnetto anche che la trama è interessante al massimo. Anche se l'arco di tempo in cui si svolge la storia è un po' cortino, oddio non lo sooo XD

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    1. Oddio, è molto carino, fa sempre sorridere e in alcune parti fa mi ha fatto ridere di gusto.. adesso non dico che sia chissà quale grande opera, però è leggero e si legge che è una meraviglia (poi secondo me vale la pena leggerlo solo per le uscite di Paolo, mi ha fatto morire XD)

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  3. Ciao!
    Io ho recentemente finito Deathdate e l’ho trovato parecchio gne. Una storia originale, ma inverosimile, perché è impossibile prevedere il destino di una persona analizzandole semplicemente il sangue, suvvia, condita da dei triangoli amorosi fastidiosissimi a mio parere. L’unica cosa che salvo è l’umorismo di Denton che dà senso all’intero libro, senza dubbio. Diciamo che come esordio non è folgorante, ma è abbastanza gradevole.
    Poi solo a me pare che nelle ultime 100 pagine il nostro Lance si sia messo a scrivere di fretta, di frettissima?
    Trovi il mio parere “esteso” qui se vuoi dargli un’occhiata :3.
    Rainy

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    1. Io ho appezzato molto l'umorismo generale del libro, mi ha fatto veramente sorridere!
      Sì, sono d'accordo con te, le ultime pagine sembrano un po' tirate via, ma il colpo di scena alla fine mi ha fatto venire una voglia matta di avere il seguito tra le mani!

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